venerdì 9 maggio 2014

Good Riddance!

Questo post non riguarda il benessere fisico, ma quello psicologico. Sono convinta che anche con la dieta più sana del mondo, una persona rabbiosa non potrebbe mai stare bene. Per tanto tempo sono stata arrabbiata, per tanto tempo mi sono domandata cosa avessi fatto davvero per essere considerata una figlia indegna, piena di difetti e mancanze. Ero arrabbiata perché per quanto mi sforzassi ad essere la migliore in ogni campo, non ero mai abbastanza. Mi arrabbiavo dentro, perché avevo troppo rispetto per rispondere, mi arrabbiavo dentro perché la religione e la società dicevano che i genitori avevano sempre ragione. Ma poi sono cambiata. Ho conosciuto le filosofie orientali, ho conosciuto me stessa e ho iniziato a vedere il mondo intorno a me con occhi diversi. Per mesi ho sognato di salvare persone indifese, soprattutto bambini, da entità malefiche; poi queste entità hanno preso un volto conosciuto e la bambina spaventata ero io. Il mio subconscio si era sbloccato e potevo vedere la faccia rossa e vene ingrossate del collo di mia madre, mentre con le unghie mi stringeva il braccio. Non mi considero vittima di violenze fisiche, c'è sicuramente di peggio da quel punto di vista, ma certo non serve la fisicità per far sentire un bambino stupido e spaventato. Ricatti morali, silenzi assordanti, freddezza ingiustificata, critiche, critiche ed ancora critiche. Ero un'adulta insicura, spaventata e bloccata, ad un certo punto la mia socialità era così strana che avevo pensato di avere la sindrome di Asperger. Allora un giorno, come Neo in Matrix che ferma le pallottole, ho detto no. Ho guardato mia madre in faccia ed ho detto no. Non ho ceduto alla paura, ai ricatti o al falso rispetto. A quel NO è seguito il putiferio, lettere offensive, email vuote di significato e offese. Poi un giorno cerca il contatto, vuole chiarire. Come meglio so fare, scrivendo, le dico le mie ragioni e ricominciamo ad uscire e vederci. Poi arriva la Pasqua e decido di prendere ancora posizione ed invitare per la cena mia zia, la quale mi ha sempre accolta ed aiutata come un genitore. A quel punto la cattiveria torna prepotente come un demone silente e mi vedo tempestata di chiamate che lascio scorrere, so che mi vuole insultare, infatti al mio compleanno non ricevo auguri dai così detti genitori, se non dei poveri messaggi. Qualche giorno fa ricevo un messaggio di mio padre che mi dice che devo vergognarmi, che li considero feccia e che loro non si considerano più i miei genitori in quanto io non li considero più tali. Sono stata male per qualche ora, ma poi ho pensato a quello che dice sempre una persona molto saggia: il nostro unico genitore è madre natura, per il resto dovrebbe esservi qualcuno che favorisce il nostro passaggio sulla terra. Allora ho deciso di andare avanti, ho deciso di continuare a guardare la vita con positività e compassione e lasciare che coloro i quali sono pieni di rabbia percorrano la loro strada. Devo salvare quella bambina che non poteva farlo tanti anni fa, devo garantirle un posto sicuro lontano dalle urla, la cattiveria e la rabbia, devo rassicurarla sul fatto che al mondo ci sono persone buone, buone sempre. Quindi infine dico solo: che liberazione!

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