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domenica 10 settembre 2017

Julienne - a gem in Modena - vegan/vegetarian Italian quality restaurant

vegan mezzelune

Here I am to describe my second time at Julienne.
First time, one year ago, the restaurant had been just opened and the food was already great, now is excellent. (http://vivigreenkate.blogspot.it/2016/09/julienne-ristorante-vegetariano-e.html)
At Julienne you can find a vegan and a vegetarian menù, but the place is mostly vegan. All the products are highly selected by the chef and staff and they're usually local and seasonal. 


In the region of Emilia there are a lot of long time traditions such as filled pasta, lasagna and so on. But Julienne is able to replicate and evolve a lot of traditional dishes. 
The products are all organic and the preparation is healthy and tasty.


This time I had a zucchini cream soup and it's not easy to describe the freshness of it, the crunchiness given from the hazelnuts and the spiciness of the sprouts was only perfect with the sweetness of the zucchini. Not a soup, but the real deal. 

Then I had the mezzelune pasta filled with veggies, simply amazing and the pasta dough very rich and intese. 

zucchini soup


My boyfriend had spelt ravioli filled with ricotta and wild herbs and tomino cheese with grilled veggies. The desserts were both vegan: chocolate lava cake with wild berries and lemon cheesecake with apricot sauce. 

In words I cannot describe how good it was, you really have to try it. 
What about the bread? Homemade! Amazing and so healthy! Great wine selection too. When in Modena, try Julienne! Compliments to the chef Giuliano Parmeggiani, a true researcher of fine food, traditions and innovation. 












A special thanks to Alessandro Braida (one of the owners) who introduced me to this amazing place! 

lunedì 12 settembre 2016

Julienne - ristorante vegetariano e vegano a Modena

Tradizione, innovazione e gusto si incontrano in un progetto nuovo ed ambizioso

A Modena, in una laterale della via Emilia, si trova un piccolo ristorante di nome Julienne - cucina naturale. 
Julienne non è il solito ristorante vegetariano e vegano, la sua cucina infatti è frutto di ricerca, innovazione e creatività nel saper recuperare gusti e prodotti tradizionali ed unirli alle nuove esigenze di una clientela sempre più informata e partecipe, affamata di gusti per incuriosire il palato e soddisfare la mente.
Da Julienne potrete trovare sempre prodotti stagionali, pane fatto in casa e ricerca nel reperire materie antiche quanto antiche, così moderne, per riscoprire gusti ancora desiderati, ma forse dimenticati di una cucina tradizionale che non passa mai di moda.
Il menù si compone di pochi piatti, in parte vegetariani ed in parte vegani per coprire tutta la fascia di pubblico che ad oggi sempre più apprezzare la riscoperta di legumi, farine ed abbinamenti propri del territorio.
L'ambiente molto curato ospita pochi tavoli, ben apparecchiati e puliti. L'attenzione di tutto il concetto di questo ristorante ruota attorno alla sostanza, ma anche l'apparenza non se la cava male, creando un luogo dove mangiare, parlare e rilassarsi mentre si mangia comodamente.
Il coperto comprende dell'acqua aromatizzata allo zenzero e menta e del pane fatto in casa, la cui composizione varierà in base alla stagionalità e la disponibilità delle materie prime.
Nel mio caso ho potuto degustare dell'ottimo pane di farro con le noci e semi vari, un altro pane ai grani antichi e dei grissini di segale con semi di sesamo.
Le bevande sono tutte biologiche e ricercate nella provenienza e negli ingredienti, quindi si possono degustare birra, vino e succhi naturali e di qualità. Lo staff sempre presente ed attento ci porta il primo piatto, anche questo parte del coperto: un tortino di bietola con ricotta vaccina. Io ho tolto la ricotta, ma ho molto apprezzato la cottura della bietola e la sua leggerezza nell'aprire il pasto ufficiale.
Tortino di bietola con ricotta vaccina

Partirò ora descrivendo i piatti del menù vegano che io ho testato, per poi dare anche una descrizione di quelli vegetariani provati dal mio compagno (ognuno arriva con i suoi tempi alle proprie scelte).
La mia scelta vegana è partita con un'insalata promiscua delle varietà vegetali con frutta e verdura di stagione, fiori eduli, granella di mandorle tostate, semi di zucca ed emulsione di aceto balsamico di Modena DOP Fattorie Giacobazzi. Una combinazione di gusti freschi, succosi ed interessanti per iniziare il pasto.
Come primo piatto ho scelto le mezzelune di campo con farina integrale Senatore Cappelli e farina di canapa su crema di ciliegino al basilico e granella di mandorle tostate. Io non sono un'amante della pasta, e nemmeno di quella ripiena, ma questo primo è senz'altro da provare. Anche per chi non ama la pasta come me, non si può non notare l'avvolgente gusto pieno della farina di canapa abbinato alla dolcezza delicata del pomodoro ciliegino. Di questa pasta ne avrei mangiati anche due piatti! Davvero ottimo e ottimi ingredienti freschissimi.
Come secondo piatto ho deciso di prendere il peperone ripieno di cous cous al farro integrale di Argenta, con roveja di Civitella di Cascia (presidio Slow Food) e ratatouille di ortaggi di stagione. Nonostante la presenza del cous cous questo piatto è un ottimo secondo, ricco di proteine vegetali, fibre ed aminoacidi essenziali. La roveja è un piccolo legume tipico del centro Italia, riscoperto in questa ricetta come il vero protagonista del piatto. Il peperone era ben cotto, teneva la sua forma, ma non era crudo (cosa che odio nei peperoni ripieni). Anche questo piatto è promosso a pieni voti!
Dolce condiviso: tiramisù vegan ai frutti rossi. I frutti erano eccellenti, gustosi e aciduli, ottimi per digerire una cena leggera, ma comunque nutriente. La crema non era troppo dolce, ma nemmeno troppo saporita, così come il biscotto/pan di spagna, forse per lasciare spazio alla vera protagonista del piatto, la frutta. 
Nel complesso questo menù vegano è stato interamente realizzato senza tofu, seitan o altri preparati che solitamente si trovano in ristoranti della categoria. Utilizzando solo prodotti del territorio, lo chef è riuscito a realizzare diverse proposte mai banali, andando a sottolineare quanta varietà sia possibile nella cucina vegana.

Menù vegetariano (insalata e dolce condiviso con me).
Dei vari piatti disponibili, il mio compagno ha provato:
Tortellone con farina di farro ripieno di ricotta fresca vaccina "Bio Hombre" e verdure di stagione su specchio di burro aromatizzato alla salvia e granella di nocciole tostate.
Come secondo invece: Caprottino "Capre della Selva" alla piastra con miele di melata, accompagnato dallo spiedino di verdure marinate e grigliate, olio al limone e prezzemolino fresco.
Da quanto ho capito tutti i piatti vegetariani sono stati molto apprezzati, anzi sono stati fotografati per pure fortuna prima che fossero spazzolati con entusiasmo! Nel complesso, anche il menù vegetariano denota grande rispetto per le materie prima, ricerca negli abbinamenti e un omaggio alle radici. Il menù di settembre propone altri piatti che potrete trovare sulla pagina Facebook di Julienne https://www.facebook.com/ristorantejulienne/ 

 Questo è quanto. Non aspettatevi lunghi menù, piatti esotici e ingredienti non stagionali. Julienne è il profumo del pane caldo pieno di nocciole, la freschezza dell'insalata che incontra la frutta, il coraggio di mettere a menù nomi ormai dimenticati e l'impegno di chi ha lavorato perchè questo progetto potesse realizzarsi.
Se siete dalle parti di Modena fateci un salto, ma anche se non vi trovaste proprio vicini, veniteci lo stesso, ne vale la pena! 
 


mercoledì 6 gennaio 2016

Tiki Lounge Bar - Vegan food di Trento - Non tutte le ciambelle escono con il buco

Solitamente quando mi appresto a recensire un locale vegano, sono quasi sempre sicura di scrivere cose positive ed incoraggianti. Purtroppo questa volta devo essere onesta e sincera riguardo alla mia esperienza, non positiva, al Tiki Lounge Bar - Vegan Food di Trento.


Quando hai un ristorante che affaccia su Piazza Duomo e proponi verdure coltivate a km 0, hai già quasi vinto la partita più difficile: convincere le persone ad entrare. 
Il Tiki Bar si presenta bene, con arredi etnici, musica rilassante, sedie in bambù, tovagliette accattivanti e navi dei pirati appese alle pareti; tutte le premesse sembrano indicare un locale particolare, ma accattivante.
Una volta accomodati ci viene proposto il menù: pochi piatti per antipasti, primi e secondi, ma questo è un aspetto che io ritengo positivo, solitamente è un sintomo di cura per i pochi piatti preparati. 
Mentre ordiniamo alcuni antipasti per provare le frittatine di ceci e il tortino alla barbabietola, vedo che tra i secondi si è infilato il cous cous con le verdure. Io non ho dubbi e voglio assaggiare il piatto più esotico del menù, trasportata dall'atmosfera etnica e il sogno del cous cous vegano saporito e avvolgente. I miei commensali ordinano zuppe, risotti, pasta e nessun secondo. Devo dire che da come è scritto il menù, sono i primi piatti a destare più attenzione ed interesse, rispetto alla scelta un po' banale dei secondi piatti.
Dopo aver ordinato ci arriva un piccolo antipasto della casa offerto a tutti i clienti. Si tratta di una spuma a base di ceci, accompagnata da 0,5 cm x 2 cm di carota. La spuma è secca ed impasta la bocca, la carotina è insufficiente per degustare l'hummus come si deve, ma essendo un piatto offerto, ho cercato di non farmi venire degli inutili pregiudizi. 

Per otto persone ci viene offerto un singolo cestino di pane, gommoso, bianco e vecchio. "Siamo sotto le Feste" penso, diamogli un'altra possibilità. Devo dire che il frigo della Coca-Cola pieno di bibite della stessa marca che ho di fronte mi disturba. Solitamente i ristoranti naturali, km 0 o vegan non abbracciano certe multinazionali, ma piuttosto privilegiano bevande più sane. 
Finalmente arrivano i primi, esatto, arrivano i primi, prima degli antipasti. Mah, sarà il nome ad averli confusi, dopotutto si chiamano primi. Allo stesso momento arriva anche il mio cous cous che era stato etichettato come secondo.
Il mio cous cous sa da ospedale. Si sente solo dall'odore. C'è del cous cous bollito senza niente (spezie, brodo, sale?) e delle verdure bollite che sanno di finocchio stracotto. Cercando di tenere duro metto dell'olio (la boccetta sul tavolo) e il pepe (anche quello del peparino) sul piatto e cerco di fare il miracolo. Il piatto è da fame, un pugnetto di cous cous che non nutrirebbe nemmeno un bambino con delle verdure senza condimento dovrebbe essere un secondo? Che tristezza.

Respiro e aspetto di assaggiare i piatti degli altri. 
La carbonara vegan era il piatto più atteso ed è stato anche il più deludente:
seitan tagliato a pezzettoni, odore di brodo vecchio, eccesso di sapidità e cremina marrone dalle origini indefinite. 

La zuppa di zucca e mela sembra essere l'unico piatto che si salva per ora, mentre il risotto alle lenticchie sembra impiattato con la cazzuola ed è secco e pastoso, scotto.
Nel frattempo arrivano anche gli antipasti. Il tortino di barbabietola nemmeno lo ho assaggiato e evito di descrivere a cosa somigliasse. Le frittatine di ceci sono secche e senza nessuna salsa per accompagnarle, se non le stesse verdure bollite che ho io nel mio piatto.
Al bambino della comitiva viene portato un piatto di pasta in bianco (come richiesto) ma completamente scondito. Pasta stracotta con pochissimo olio. Punto. 
Infine i dolci.
La pannacotta di riso è sovrastata da una cremina marrone che crollando ingloba tutta la parte bianca e porta tutto ad uno stato semi-liquido, mentre la mia torta di carote è insapore e cruda al centro.
Prezzi: piuttosto alti per come abbiamo mangiato. Ad esempio alla Malaleche (ristorante vegan di Trento) si mangia divinamente, spendendo meno. Comunque nella media della zona "piazza". 

Mi spiace dover essere sincera, io adoro i ristoranti vegani e adoro poterli recensire positivamente, soprattuto quando si trovano a Trento ed incoraggiano la popolazione locale. Mi fa arrabbiare però quando la cucina vegana viene presa sotto gamba, come se una persona che non sfrutta gli animali, dovrebbe accontentarsi di verdure insapori e piatti improvvisati.

La buona notizia è che sempre spazio per il miglioramento e mi auguro che i cuochi del Tiki vorranno presto acquistare un libro di cucina vegana per rendere il ristorante buono e saporito, come merita. 

Magari tornerò tra qualche mese a verificare, nel frattempo good riddance! 

"Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene se non si è mangiato bene.” - Virginia Woolf

venerdì 28 agosto 2015

Ristorante e Fast Food Vegano - Veggy Days Trento

Qualità e gusto per colazioni, pranzi e cene cruelty free


Veggy Days è un franchise di ristoranti/fast food vegani che ha iniziato la sua avventura nel 2013 ottenendo un grande successo nelle città dove sta "ristorando" in modo egregio i suoi cittadini. Per maggiori info su storia e franchise vi rimando al loro sito ufficiale http://www.veggydays.it/chi-siamo/
Durante qualche giorno di influenza ad agosto, ho approfittato della bontà di cuore dei miei cari per farmi portare qualcosa d'asporto e quindi ho potuto assaggiare i piatti di Veggy Days da casa. Paella, ravioli e tortino alle carote mi sono sembrati tutti eccezionali, ma la prova del fuoco era andarci di persona e vedere, sentire e odorare l'ambiente del ristorante. 

L'ambiente è molto accogliente e si presenta bene con un design adeguato al tipo di cibo servito. Le tovagliette poste sui tavolini in legno iniziano ad introdurre la filosofia del ristorante e il perchè della scelta vegan, perchè diciamolo, questo tipo di ristoranti attirano anche i non-vegani chiaramente e quindi sono un'occasione per condividere informazioni e punti di riflessione con tutti i commensali. 
Il menù è di due facciate e propone antipasti, primi e secondi per quanto riguarda il ristorante, mentre una facciata è dedicata al menù "fast-food" con panini, burger, piadine e tanto altro.
Da bere io ho ordinato del tè verde e la mia amica e accompagnatrice in questa degustazione, una birra. Chiaramente questo tipo di bevande sono un pò più costose, ma viene comunque sempre portata dell'acqua fresca per accompagnare il pranzo nel caso in cui non si voglia ordinare altro e devo dire che è sempre piacevole avere dell'acqua fresca a disposizione.

Ci sono anche i piatti del giorno, scritti sulla lavagna all'ingresso e comunicati dalla cameriera al momento dell'ordinazione. Io ho scelto un primo piatto crudista che volevo assaggiare da tempo e che mi ha sempre molto incuriosito: spaghetti di zucchine, con condimento a base di pomodori, olive nere e noci. La mia amica ha ordinato invece un piatto cotto: una pasta alla "carbonara" vegana chiaramente. 
Nell'attesa ci è stato portato un cestino di pane contenente pane di diverso tipo: integrale, ai semi, etc...
Il servizio è sicuramente accogliente e cortese, non ho avuto occasione di fare molte domande sapendo quello che stavo mangiando, ma ho aguzzando l'udito e mi è sembrato che tutti i clienti ricevessero spiegazioni ed informazioni quando richesto, sicuramente un punto a favore per "evangelizzare" questo stile di vita anche ai non adetti ai lavori.















Come potete vedere dalle foto, l'aspetto dei piatti è molto invitante e le porzioni sono corrette: non troppo abbondanti, nè troppo scarse. Le zucchine crude hanno un gusto dolce e vellutato ed una cosistenza che si presta perfettamente per la loro funzione di spaghetto; il condimento abbondante e colorato sicuramente aiuta anche i più riluttanti a provare un piatto raw per la prima volta (che poi a fronte dei commenti negativi che sento a riguardo vorrei ricordare a tutti che un'insalatona mista è raw tanto quanto questi spaghetti, quindi niente di alieno...). La pasta alla carbonara si presenta ben condita e cremosa, con pezzetti di seitan proporzionati alla pasta a fungere da condimento insieme alla crema.
Nonostante i piatti fossero appunto ben proporzionati per il pranzo, non ho potuto resistere all'assaggio del dolce :)




Io ho ordinato una crostata con cioccolato e nocciole: divina! Forse l'unica cosa che devo osservare è che era leggermente troppo dolce e quindi sentivo la necessità di bere ogni boccone, ma forse ordinando un bel caffè amaro da sorseggiare insieme avrei ovviato al problema. Per il resto la consistenza era perfetta e non aveva nulla da invidiare ad una crostata realizzata con latte, uova e crema di nocciole nazional popolare.
La frolla ricca e friabile è il contrasto perfetto alla crema morbida e vellutata con le nocciole sparse sopra per garantire gusto e croccantezza a tutto il dolce.
Tirando le somme direi molto buona e considerando che non è il primo dei loro dolci che assaggio, devo dire che sono il loro punto di forza.
I piatti salati sono sicuramente molto buoni, ma ormai siamo tutti abbastanza abituati ad utilizzare altri alimenti al posto della carne nelle varie preparazioni. Io devo ammettere che non sono brava con i dolci e sicuramente meno con i dolci vegani. Il sostituto per le uova, il burro di soia, gli ingredienti da ricreare per realizzare le ricette alla fine mi portano sempre a dubbie consistenze e strani sapori. A parte i biscotti e le crostate che sembrano essere più abbordabili anche per me.
La mia amica ha invece ordinato la cheesecake al cioccolato e ne è rimasta entusiasta! Dopo aver assaggiato la mia crostata mi ha confessato di aver preferito la sua cheesecake sicuramente più fresca e cremosa per una calda giornata di agosto, ma ripeto, in generale tutti i dolci di Veggy Days sono superbi e non mancherò dal provare le loro colazioni ed i panini stile fast-food.
A presto arriverderci, Veggy Days!


sabato 23 maggio 2015

Ristorante Veganima - mangiare, leggere e respirare la cucina naturale

Veganima non è solo un ristorante, è un luogo; un luogo dove leggere, acquistare, parlare e riflettere.
Metti allora un pranzo di lavoro e senza alcuna pretesa porto due onnivori a pranzo in un ristorante vegano. Il mio scopo è quello di mostrare loro che esistono la varietà, il sapore e il colore anche quando alla base della tua dieta ci sono legumi, tofu, seitan e soprattutto tutta la frutta e la verdura del mondo (a proposito di varietà, ma questa è un'altra storia). 

La struttura è composta di uno spazio interno ed uno esterno a pochi km dal lago di Garda. Gli ulivi ed il clima mite rendono sicuramente l'atmosfera sempre più calda ed accogliente. L'arredamento fa il resto: legno, colore, libri e qualche prodotto da acquistare e tanta arte.
  
Una lavagna indica il menù e la modalità di composizione del piatto, ogni tavolo è già apparecchiato e una bottiglia d'acqua disponibile sempre per tutti; la bottiglia porta le frasi dell'ho'oponopono scritte a mano e io credendo nelle ricerche del Dottor Masaru Emoto so che quell'acqua fa già più bene di una qualsiasi altra acqua in bottiglia.
Una volta accomodati un gentilissimo staff spiega le modalità di composizione dei piatti: ci si avvicina all'area di servizio e lì si viene serviti sulla base di quante pietanze si vogliono assaggiare e si paga in base al numero di pezzi che compongono il piatto. Lo staff con pazienza descrive ogni piatto e risponde a dubbi e curiosità di chi si avvicina a questa cucina per la prima volta.
Ogni giorno sono preparati anche succhi freschi di frutta e verdura e magnifiche torte servite direttametne al tavolo.
Io decido di prendere 3 pietanze, giusto per provare diversi gusti anche se avevo già intravisto quello che sarebbe stato il mio preferito. Prima di tutto devo che non c'è senso di relax, felicità e soddisfazione più grande di non dover chiedere continuamente se questo contiene latte, se questo contiene formaggi, se quel brodo è fatto con la carne. In questo ristorante io posso mangiare tutto! Io posso ordinare dolci e caffè macchiato senza nemmeno pensare alle domande da fare, scusate l'excursus, ma per me è stata una grandissima soddisfazione! (così rari i ristoranti 100% vegani che io lo ripeterò fino a quando non sarà una realtà diffusa!)
Tornando al mio piatto, ho ordinato una magnifica lasagna con tofu affumicato e funghi (quello era il piatto che mi aveva già fatto leccare i baffi!) poi ho preso i broccoli con legumi vari conditi con salsa al pesto e un cous cous caldo con verdure miste.

La porzione abbondante alla fine è più che sufficiente per un pranzo e comunque digeribilissima vista la qualità e freschezza degli ingredienti. Le lasagne ripeto magnifiche! Il broccolo ottimo con il profumo intenso del pesto e la consistenza morbida dei legumi. 
Il cous cous buono, forse avrei aggiunto qualche spezia, ma visto che era la scelta prima dei vari onnivori penso che sia stata una scelta strategica tenere un gusto conosciuto senza stravolgerlo troppo.
Nonostante fossimo tutti pieni e soddisfatti io non ho saputo resistere alla parola "cheesecake".
In tre abbiamo diviso un'abbondante fetta di cheesecake vegana a base di tofu e con copertura di lamponi, profumata al lime. Una delle torte più buone che io abbia mai assaggiato.
I miei commensali hanno esistato prima di assaggiare la torta a base di tofu (povero tofu...) ma alla fine hanno ceduto alla curiosità e mi hanno aiutata ben volentieri a mangiare tutta la fetta.
Infine un buon caffè Elcibao, ormai il mio caffè preferito e meraviglia quando lo trovo in un ristorante e bar, macchiato ovviamente perchè quando c'è latte vegetale è un miracolo che va onorato!

Il conto onesto, 40 euro in tre con un piatto da 3 portate ognuno, un dolce abbondante, 3 caffè e il coperto. Contando che la qualità delle materie prime per me è sempre un valore aggiunto, ho trovato il prezzo ben allineato con i ristoranti onnivori.

Vicino alla cassa l'esposizione di libri vegani, così come la disponiblità di dvd sopra il nostro tavolo è un modo intelligente per istrurire che si avvicina a questa filosofia di vita e approfondire per chi è già ben avviato. Libri di ricette, consigli per l'uso di erbe e scuole di vita sulla felicità e tanto altro a scelta per la degna conclusione di un pasto ben servito. 

Mentre mi chiedono perchè si dovrebbe mangiare in questo modo ogni giorno non posso più parlare di dieta etica, salute, forma fisica, rispetto per l'ambiente e tante altre ragioni mainstream ormai note a tutti. Io ho avuto la mia epifania quando ferma in coda in autostrada ho visto i volti degli animali vivi che venivano trasportati al macello. Ho visto le lacrime, lo sguardo perso e la paura. Erano volti dolci e teneri come quello del mio cane, non ho visto la differenza e la scena era così forte che mi ha fatto piangere. Ogni volta che vedo un pezzo di carne penso a loro, penso che anche quegli animali avevano il diritto di vivere la loro vita e non passare la poca esistenza che gli viene concessa in gabbie nell'attesa angosciante di essere macellati. Al di là di questo non mi sento di convincere nessuno, la consapevolezza è sempre e solo personale.







martedì 7 aprile 2015

Ristorante vegano La Mala Leche di Trento - la qualità ed il gusto delle cose "fatte in casa"



Attenzione, attenzione, finalmente è arrivato! 
A Trento ha aperto i battenti il primo vero ristorante vegano: La Mala Leche. 
Il locale è situato in zona centralissima, Largo Carducci, sotto un suggestivo porticato che introduce al cortile esterno del ristorante. L'arredamento del locale è semplice, variopinto ed informale; ogni tipo di ospite non può che sentirsi a proprio agio in un'atmosfera così rilassata e curata. 
Il menù è limitato (e io dico ben venga), seguendo le stagionalità e la necessità in termini di tempo per preparazioni fatte in casa con cura; in questo caso la scelta di menù è sinonimo di qualità e attenzione verso i piatti proposti.

Io ci sono stata una sola volta per cena, ma spero di rimediare presto, provando più piatti possibili. Per questa volta ho scelto i Pad Thai, incuriosita dalla proposta esotica, mentre il mio co-assaggiatore ha preso una super grigliata mista. 


I piatti sono tutti abbondanti e sbirciando sugli altri tavoli ho avuto conferma che anche le altre proposte sono servite con porzioni interessanti; le facce soddisfatte delle persone poi, hanno confermato quanto io ho realizzato per ciò che ho assaggiato: in questo ristorante si mangia bene.

Dai discorsi dei vicini di tavolo capisco che la maggior parte di loro si trova lì per pura curiosità verso la cucina vegana; quale modo migliore per invogliare a continuare su questa strada allora, se non una cucina gustosa, di qualità e con un ottimo rapporto qualità prezzo.
La cosa che in assoluto mi ha lasciata più stupefatta è stato il gusto della salciccia del piatto di grigliata mista: il gusto affumicato e saporito della salciccia stupirà anche i più credenti onnivori! Assolutamente ben riuscite, molto più buone di tutte quelle vegan che si trovano in commercio.


Inoltre il ristorante prepara anche svariati gusti di pizze vegane d'asporto o da mangiare al ristorante. Naturalmente dolce, caffè e bevande sono tutti di origine vegetale. 
Non sapete la soddisfazione nel chiedere un caffè macchiato senza dover specificare il tipo di latte che si vuole!

Ci rivedremo presto caro La Mala Leche, se siete nei dintorni di Trento fateci un salto. 
Provare per credere! 

Tao Te Ching verso 16 - verse 16 - ITA and ENG

  "Ritornare alle radici significa trovare la pace. Trovare la pace significa onorare il proprio destino. Onorare il proprio destino è ...