venerdì 1 aprile 2016

Formais - Formaggio vegan a base di mais, senza glutine

Formais è sorprendente! Gustoso, vellutato e versatile.


Quest'anno alla Fiera Biosalute di Santa Lucia di Piave ho trovato una piacevolissima sorpresa della quale vi avevo accennato: il vegan formaggio Formais.
Dopo averlo assaggiato in diverse versioni, sono pronta per la recensione!

Di Formais mi hanno colpito innanzitutto gli ingredienti: pochi, semplici e salutari, soprattutto se lo compariamo alle lunghe liste di altri formaggi vegani. Io ho acquistato 3 versioni di Formais: light, cremoso e fumè.





In tutti e tre i casi gli ingredienti rimangono più o meno gli stessi, con piccole variazioni.
Il Light è un formaggio più compatto, che si scioglie benissimo e gli ingredienti sono:  amidi e proteine della patata, olio di mais, sale ed aromi naturali.
La versione Cremoso è morbido e si spalma che è un piacere, ingredienti: amidi e proteine della patata, olio di mais, fibre della cicoria, sale ed aromi naturali.
La versione Fumè invece è praticamente uguale a quella Light per quanto riguarda gli ingredienti di base.


La storia di questi prodotti la trovate sul loro sito: http://www.artigianavegana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1&Itemid=101 con la storia di una ricerca artigianale, che ha portato ad un prodotto semplice, dal sapore casalingo, ma con moltissime potenzialità di utilizzo, soprattutto se valutiamo l'assenza di soia, glutine e naturalmente di lattosio.

Per testare la versatilità di questi formaggi, li ho testati in versione cotta e cruda.
Ad esempio con il Light ho farcito la pizza integrale (qui trovate la ricetta base per fare la pizza integrale in casa http://vivigreenkate.blogspot.it/2015/10/pizza-vegana-integrale-ricetta-ed-idee.html) e posso confermare che si scioglie perfettamente, non solo una volta, ma anche la seconda, quando ho scaldato la pizza avanzata. 
Oltretutto, rispetto ad altri formaggi vegan, Formais si scioglie in fretta, e mantiene una consistenza davvero piacevole sia caldo che tiepido.



 














Formais ha un gusto molto delicato e quindi si presta sia per preparazioni rustiche, arricchito con del pepe o della curcuma o per ricette delicate come vellutate, ripieni e come sostituto della mozzarella o dei formaggi morbidi.
Devo dire che Light lo ho apprezzato particolarmente nella versione "sciolta" piuttosto che a fettine a crudo, ma questo semplicemente perché la versione Cremoso è più adatto al consumo da freddo.
Ho comunque messo il Light a scaglie sulla piadina di verdure e si è prestato molto bene a dare intensità e cremosità al piatto. Quindi Formais Light è promosso davvero a pieni voti!

Il Formais cremoso invece è lo spalmabile per eccellenza! 
Non che non vi siano spalmabili vegan a disposizione, ma a volte sento il bisogno di fare pausa da soia e riso, che seppur ingredienti nobili e nutrienti, alla lunga possono anche stancare. Un po' di varietà non guasta ed accende la fantasia del mercato.
Comunque il Cremoso lo potete consumare appunto fuori frigo o sciolto, ma a "crudo" è davvero buono. Io lo ho utilizzato per farcire i pomodori e lavorato con un po' di prezzemolo ed aglio ha dato quella nota di freschezza e leggerezza al piatto che fa subito estate.
Buonissimo anche spalmato sul pane, a freddo nella pasta e come ripieno di polpette crude o cotte. Prossimo step: lo proverò nella preparazione di un dolce, il gusto abbastanza neutro si potrebbe prestare bene per delle praline al cioccolato e curcuma ad esempio. 


 














 
Sono molto soddisfatta di questo prodotto e del suo gusto, della sua semplicità e della sua versatilità. Non conosco il prezzo, perché lo acquistato direttamente in fiera dal produttore (circa 2 euro per 180 gr.), quindi onestamente non so che ricarico possa subire per via della distribuzione. Devo attivarmi a cercarlo nel vari negozi bio e vegan della regione per capire quanto costa. E poi mi piace! Devo farne scorta!

In generale consiglio a tutti di provare Formais ed utilizzarlo in diverse preparazione al posto dei formaggi animali per una scelta senza crudeltà e sfruttamento animale. Un cambio di prospettiva a volte, è tutto quello che serve per aprire le porte di un nuovo mondo fatto di gusto, armonia e tutela degli animali e dell'ambiente #govegan


giovedì 24 marzo 2016

L'incubo della primavera Trentina delle mele

E' primavera. Dovrei esserne felice, dovrei guardare gli alberi risvegliarsi dal loro torpore invernale con speranza e rispetto, invece no. Ho temuto questo momento per mesi, perchè la primavera è il tempo dei pesticidi nel Trentino delle mele, il tempo dei trattori accesi tra le case alle 5 del mattino, dei contadini più anziani che irrorano senza seguire le regole di sicurezza per sé e per gli altri.

Di fronte al condominio dove vivo c'è un campo di mele, piccolo, modesto, un appezzamento di forse 30 metri per 30 metri, eppure la quantità di pesticidi che ho visto irrorare su quei pochi, piccoli meli ogni anno è impressionante, come è impressionante vedere le galline dello stesso contadino cercare vermicelli nello stesso campo e il suo cane scorrazzare tranquillo.
Alcuni animali ci sono, ma non ci sono più api, coccinelle e vermi, sì vermi. Il contadino una volta mi ha detto che dovrei essergli grata perchè grazie al suo intervento non avrò vermi in casa. Oh grazie, non ho nemmeno piante sul poggiolo grazie a lei, mio caro contadino, e ho il poggiolo corroso dalle sostanze che lei spruzza senza pietà.
Dall'anno scorso almeno gli interventi contro i vermi sono diminuiti ad un paio di spruzzate alla settimana, perchè la denuncia che ho sporto ai carabinieri ha sortito almeno un piccolo effetto di spaventare il contadino irrispettoso, che dopo alcune minacce a vuoto ha deciso di concederci di non atomizzare il primo filare davanti al condominio, ma dal metro successivo, avanti tutta.
In Val di Non, dove coltivano la famosa mela con il bollino, i cittadini sono sul piede di guerra da anni e recentemente un dibattito ha portato ad interessanti conclusioni:
http://www.ladige.it/popular/salute/2016/03/20/pesticidi-studio-residenti-val-non-agiscono-dna-passano-mamma-feto "Il dibattito sui pesticidi c’è ed è pure molto acceso. Nell’affollatissima sala dell’Istituto comprensivo di Cles, si è svolto il convegno «Ambiente è salute: esposizione cronica a pesticidi e Dna umano», presentazione della prima ricerca scientifica su alcuni residenti della Val di Non ed organizzata dal Comitato per il diritto alla salute." Così riporta il primo paragrafo dell'articolo e la rete non si ferma qui, lottando con petizioni e ricerche su pagine come NO AI PESTICIDI https://www.facebook.com/groups/1629235214025737/?fref=nf
Pur comprendendo le necessità economiche dei contadini e le pretese senza senso del consumatore che vuole una mela perfetta, lucida e malefica, non posso giustificare questo tormento, soprattutto a fronte delle continue conferme da scienza e buon senso sugli effetti devastanti dei pesticidi.
Soprattutto non possiamo ignorare i successi dell'agricoltura biologica e biodinamica che ci regalano frutta e verdura varia, con difetti e gusto vero.

No non posso tollerare che alle 5 del mattino si accenda un trattore per irrorare su questo:

Alla distanza che c'è tra il condominio e il campo:

Servono più regole e più controlli, serve più buon senso e collaborazione, più dialogo forse. Sì perchè i contadini dicono che è colpa della gente che va a vivere in campagna, ma i terreni li hanno venduti loro alle case costruttrici e non potevano aspettarsi che le persone sarebbero state zitte. 
Sarebbe bello che i contadini capissero che le norme di sicurezza tutelano sopratutto loro, che vivono a pochissimi metri da quei campi, così come i loro animali, i loro figli e le mele che mangeranno e che mangeremo. 

Il futuro è nelle nostre mani, ma si deve agire, si deve distribuire consapevolezza e buon senso. Speriamo piova poco questa primavera, meno piove e meno irrorano a quanto pare. 

“Probabilmente ci sono parole che sono rivolte esattamente alla nostra condizione e che, se potessimo veramente udirle e capirle, sarebbero, per la nostra vita, più salutari del mattino o della primavera; e forse ci farebbero vedere le cose sotto una diversa luce" - Henry David Thoreau




lunedì 7 marzo 2016

Fiera BioSalute - piccole eccellenze artigianali crescono

Ogni anno, a marzo, mi impegno per riuscire a visitare una piccola fiera a Santa Lucia di Piave (TV); ogni anno percorro 150 km di distanza per scoprire volti vecchi e nuovi del mondo biologico e olistico, riuniti nella suggestiva location ristrutturata delle "Ex Filande".
Quest'anno ho partecipato nell'ottica della consulente per un ristorante vegano e vegetariano di prossima apertura, ma questo non mi ha impedito di godere della Fiera anche come semplice curiosa e appassionata di cucina naturale e vegan, mondo olistico e biologico.
Tra i circa 140 stands si possono trovare volti noti del mondo biologico come l'Isola Bio, e nuove piccole eccellenze che si affacciano al mercato con proposte innovative.

Quest'anno Isola Bio ha introdotto un nuovo prodotto nella sua "collezione" di bevande vegetali: Bio Riso Integrale, una bevanda biologica a base di riso integrale senza zuccheri aggiunti. Il gusto è molto buono e pieno e a mio parere meno nauseabondo dei classici latti di riso troppo dolci o troppo farinosi che spesso si trovano in commercio. Nonostante i 15 anni di attività, Isola Bio si presenta sempre umilmente al pubblico, quasi sempre con il titolare presente, pronto a rispondere a domande e richieste varie. L'azienda negli anni ha sicuramento incrementato la sua produzione attirando l'attenzione di ristoranti e attività commerciali, così come quella dei privati, con una serie di alternative interessanti e particolari, come il Sorgo e la Quinoa.


Nonostante ci sarebbe molto da dire su Isola Bio e da accennare sugli altri, non posso più aspettare nel rivelarvi il vero protagonista della fiera di quest'anno: il FORmais. Formais è l'alternativa vegetale al formaggio animale a base di mais che fonde, visto con i miei occhi!


Il prodotto si presenta in tre meravigliose alternative: fumè, cremoso e light. la cosa più sorprendente di Formais non è tanto il gusto (è molto buono comunque), ma la purezza degli ingredienti: acqua, olio di mais, amido di patate, fibre della cicoria, sale. No olio di palma, no glutine e ovviamente no lattosio. http://www.artigianavegana.it sul loro sito potrete trovare ulteriori informazioni riguardo ad Artigiana Vegana che produce il Formais e gli altri prodotti della loro linea. 
In Fiera ho assaggiato i 3 formaggi e testato l'effetto fila e fondi, ma aspetterò di cucinare con questi prodotti per una recensione completa. Questa piccola eccellenza artigianale è sicuramente da tenere d'occhio e potrebbe presto diventare un concorrente temibile per Mozzarisella. 

Non solo cibo alla Fiera Biosalute, un ampio spazio è stato dedicato alla medicina naturale, alle associazioni per la tutela dell'ambiente e della salute, bioedilizia, arredamento e tanto altro.
Tra i vari stands, sono riuscita a trovare materiale utile per la mia scuola di Tai Chi: incensi, musica, campane tibetane. Una meraviglia per gli occhi e l'olfatto, peccato non poter prendere tutto.
Mi sono però concessa un cd di musica realizzata con il Tamburo Armonico a 432 hz, frequenza legata ad innumerevoli proprietà fisiche e suoni caldi e celestiali, realizzato da www.tamburoarmonico432.com.
Immancabile anche l'acquisto di incensi naturali in versione tibetana e classica per rendere la palestra e la casa un luogo di meditazione e profumare naturalmente gli ambienti.

Tornando all'alimentazione da citare era la presenza di diverse aziende produttrici di estrattori, una tendenza in continua crescita per la salute e il benessere, per incrementare l'uso di frutta e verdura in cucina e favorire l'autoproduzione.
Immancabili Hurom e EstraggoPro, due tra le marche più famose di estrattori, che grazie a dimostrazioni pratiche e assaggi hanno conquistato gran parte del pubblico della fiera. Sono rimasta particolarmente colpita dall'ultimo modello della famiglia Hurom con coclea di nuova generazione che lavora ancora meglio le fibre estraendo i succhi da frutta e verdura ed agevolando la produzioni di latte vegetale fatto in casa.
Ultimo accenno ad un'altra piccola eccellenza artigianale regionale del Veneto: Perle di Soia.
Perle di Soia è un marchio che porta il consumo della soia ad un altro livello, se vogliamo più glamour, con delle preziose confezioni di soia tostata ed aromatizzata a diversi gusti. La soia biologica impiegata dall'azienda è coltivata in Italia, Austria e Germania, senza l'utilizzo di semi Ogm. Tra i vari prodotti troviamo anche grissini a base di soia, panettoni e colombe vegan.














Tra fantastici biscotti vegan dal gusto casalingo, saponi artigianali, massaggi Tuina e scuole di cucina naturale, questo piccolo evento di paese, nasconde come sempre espositori vecchi e nuovi che vale la pena visitare, ascoltare e talvolta gustare.
Un'altra volta la Fiera Biosalute è ben riuscita ed ha coinvolto persone del settore e curiosi che con l'aiuto degli espositori vuole provare a vivere in modo più naturale e sostenibile.
All'anno prossimo, Fiera Biosalute!

mercoledì 24 febbraio 2016

Letter to my past self



Dear Me,

I'm writing you this letter from the future to advise you on a couple of very important things.

First thing: a job is not owed to you.

The job market will be extremely different from what you had been taught and from what you had imagined. The perfect job will not knock at your door and your skills will not be magically revealed from the attentive reading of your resume. Use social media, but don't you think for a minute they'll make things easier. The personal touch will be lost and all communications are going to be more distant than ever, you'll be required to double your efforts to make recruiters understand how good you are. The job market place is not like school! To be good, even to be the best is not enough. Your future Cum Laude (yes, we got it…) is not a key with which open the perfect job door, sometimes it will be a burden and you may have to justify the fact you were able to study and work altogether because being a nerd is not enough to get a job.

Second thing: travel. 

Our region is wonderful, all mountains and nature, but you have been living there all your life and the world is out there. The United States experience is not going to be enough, you'll desire and thrive for more adventures. Traveling opens minds, it teaches you to improve your skills and to find the courage to confront yourself with all sorts of problems. Multicultural environments are not only enriching but also a great school to learn more about yourself, your limits, and your potential, never avoid confrontations. 

Third thing: curiosity.

Be curious, always! George the monkey was right, being curious is the key to success. The old school is good for learning, but it's old. Be wary of those who are going to tell you: "we have always done this way" or "I'm older so I am always right" or "Your way is wrong just because your ideas are new and disruptive". You will not be always right (of course!), but sometimes you'll be. Don't be afraid to bring your ideas to life, because if you don't, someone else will, it always happens. Read a lot, learn a lot, invent a lot. Try and don't stop, failures are only another way to climb the ladder to success. 
I really wish it were possible to send this letter to my past self, but I know it is not. Ten years ago I didn't know about all this, and maybe without those experiences (good and bad), I couldn't have today either. I can only think about what my future self would tell me to do today. I think she will encourage me to travel, read, update my cv constantly and always try something new. Change. Change is the key, adapt and evolve. 

After all:

“When we least expect it, life sets us a challenge to test our courage and willingness to change; at such a moment, there is no point in pretending that nothing has happened or in saying that we are not yet ready. The challenge will not wait. Life does not look back. A week is more than enough time for us to decide whether or not to accept our destiny.” 

martedì 16 febbraio 2016

Veg facile: Vellutata delicata - in soli 20 minuti!





Ci sono delle sere, quelle sere, quando hai voglia di qualcosa di buono, di sano, di saporito e sei stanca, troppo stanca per cucinare cose strane ed impegnative, e quindi?
Super vellutata gustosissima da preparare in soli venti minuti!

Per 2 persone io ho usato mezza zucca delica, 2 zucchine, 1 cipolla gialla, 2 carote. 
Ho tagliato la zucca e le carote per prime e le ho messe in una casseruola alta con 3 bicchieri pieni d'acqua (la quantità varia in base alla consistenza che preferite). Dopo 2 minuti ho aggiunto le zucchine e la cipolla tagliate a tocchetti.
Quando l'acqua arriva a bollore ho messo il timer per circa 15/20 minuti.
Subito dopo ho aggiunto un bicchiere di latte di soia vellutato, una noce di burro di soia e le spezie:
mezzo cucchiaino di curcuma, uno di zenzero, un quarto di coriadolo e del cumino intero.
A metà cottura ho aggiunto del prezzemolo tritato.
Una volta pronta (con il coltello basta provare ad affondare in tutte le verdure per assicurarsi che siano morbide) ho passato la vellutata con il minipimer ed ho aggiunto un pò di sale alle alghe e del gomasio.

Buona, sana e facilissima da preparare! 

lunedì 8 febbraio 2016

Vegano! Ma come ti vesti??

Spesso come vegana mi sento accusare di non saper rispettare appieno gli animali, in quanto nell'abbigliamento sarebbe impossibile essere "cruelty-free". Sbagliato!
Occorre comunque una piccola premessa: tutti gli indumenti, scarpe, borse etc... acquistate prima che io diventassi vegan ho deciso di non buttarli. Purtroppo un animale è già morto e nonostante l'errore commesso, sono contro la moda dell'usa e getta. Solitamente compro poche cose, di qualità e le tratto bene per farle durare per anni ed anni, quindi per me gli acquisti ormai erroneamente fatti sono un investimento a lungo termine che ho deciso di rispettare fino infondo.
Da quando sono diventata vegana però ho conosciuto il mondo delle fibre vegetali e sintetiche che hanno smentito completamente tuti i miei dubbi e preoccupazioni.
Per quanto riguarda i sostituti del cuoio, vi sono moltissime alternative ed altrettanti marchi che già producono bellissime calzature, borse e cinture vegane.
Uno tra tutti è Wills London, del quale possiedo un paio di bikers fenomenali, resistenti alla pioggia e davvero ben fatti. http://wills-vegan-shoes.com sul loro sito potrete trovare moltissimi modelli sia per uomo che per donna con alternative valide per tutti i gusti. L'acquisto e la spedizione sono molto facili e le taglie rispettano quanto detto sul sito.
Per dei modelli molto carini, giovanili e simpatici, consiglio di visitare il sito di Po Zu: http://po-zu.com un altro marchio di prodotti vegan e vegetariani davvero molto validi.
l'articolo si intitola: "Piñatex, la pelle ecologica che si ricava dalle foglie dell'ananas", a quanto pare non ci sono limiti per creare materiali sempre nuovi e sostenibili che evitino dolore e tormento ai nostri amici animali. La ricerca è sempre all'avangardia e questo settore permette anche di generare lavoro, ricerca e sviluppo ed innovazione per una buona causa. Ad esempio si sono sviluppate anche delle versioni vegane del Cashmere, come possiamo leggere in questo articolo: http://www.vegolosi.it/news/fibra-di-soia-il-cashmere-diventa-vegetale/
il tessuto verrebbe ricavato dagli scarti di lavorazione dei legumi, andando a ridurre gli sprechi e la quantità di rifiuti prodotti.
Uno dei materiali più "puliti" dal punto di vista ambientale è la canapa. Moltissime aziende, anche in Italia, stanno rilanciando la loro produzione con il tessuto di canapa, resistente ed adatto alla realizzazione di scarpe, borse, maglioni e tanto altro. Anche la fibra di bambù è ottima e al tatto è morbidissima e molto piacevole per poter sostituire la lana.
Aziende cosmetiche come Neve Cosmetics realizzano già pennelli per il make up sintetici andando pian piano a chiudere il cerchio delle opzioni disponibili.
La lista delle fibre vegetali è lunghissima e combinate con materiali sintetici, sole o con altre fibre vegetali, si apprestano ad essere il futuro per il mondo della moda.
Se è possibile vestirsi senza scuoiare animali allevati per questo fine, dove compresi cani, volpi, mucche, visoni etc... allora io voglio sostenere questo mercato.

Le mie bellissime scarpe biker di Wills London vegan shoes



giovedì 4 febbraio 2016

The perks of being a writer - Reality check


A writer lives suspended between two worlds. One is the world common people call “reality”, the other is the world of fairy tales, fantasy and endless possibilities. A writer does not see the differences between these two worlds, to us, this dissimilarity is imperceptible, no boundary line of has been drawn and crossing over is the easiest thing to do.
Inspiration comes when the fantastic world envelops everything is real giving it a new light and it comes when you look deeply at something real and you notice something fantastic has been laying under it and it was ready to be discovered.
For example, I can feel my characters talk, I can hear the sound of their voices and the expressions on their faces as they were actually real. To me, they are real. Sometimes I find my self sad or happy, depending on what I am writing; I am so deeply inside my stories that I can really feel the emotion I am describing and it’s hard to take away the eyes from the monitor and the written words and finally realize I wasn’t really there. Really? Wasn’t I?
It’s a like and infinite riddle or being between two mirrors and seeing your reflections multiplied so many times you wonder about infinite.
Writing, like painting, makes you infinite. Infinite times you may revise your story, not to check from grammatical errors, but to spend more time with your characters; infinite times you’ll dream of glimpses of new topics to develop and write about them and infinite times you’ll feel like your not giving justice to your ideas, because your writing is not quite good as you expected when you had imagined it. Writing is painful, you find yourself exploring emotions you wish you wouldn’t have to explore, sometimes you look for them to remind yourself how it feels, because to describe it, in an effective way, you have to feel it, to enlarge it and then enhance it until it’s so clear it becomes more than real.
I think reality is overrated. Scientists are continuously changing idea about the physic of reality: does it really matter, what really matter is? I don’t think so. In the end the world is ruled by emotions. Power, rage, fear, love: are these things real? Can you touch them? No. But they are here, more powerful than ever.
When you write you can feel them around you, waiting to enter your story, one after the other. I can describe a chair for one hour, but when I write about emotions, I could go on for days, no limits, only infinite chances, infinite stories and personal views. If this isn’t magic, I don’t know what it is.
Writing saved my life, combining my overdeveloped imagination with my desire to take it all out and put it down in words, that was my anchor.
I have notebook, black covered one that I always keep close. Sometimes at night I wake up with impressive thoughts, so I write them down on my notebook, but by the time they’re out they have lost half of their powerful meaning. It’s not easy to write, you must learn to live with perpetual dissatisfaction, because it doesn’t matter how good you are with words and expressions, those come from the world of reality and they’ll never be enough for infinity.

Tao Te Ching verso 16 - verse 16 - ITA and ENG

  "Ritornare alle radici significa trovare la pace. Trovare la pace significa onorare il proprio destino. Onorare il proprio destino è ...