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lunedì 7 giugno 2021

Tao Te Ching verso 16 - verse 16 - ITA and ENG



🇮🇹 

"Ritornare alle radici significa trovare la pace.
Trovare la pace significa onorare il proprio destino.
Onorare il proprio destino è l'eterno.
Conoscere l'eterno è l'illuminazione."
Dal libro Living the Wisdom of the Tao di Wayne Dyer (mia traduzione in italiano)
Anche oggi vi porto con me nel mio viaggio alla riscoperta del tao Te Ching e dei suoi insegnamenti senza tempo. Seppure il concetto di ritorno possa suonare come qualcosa di negativo, legandosi quasi sempre all'idea di un passo indietro, di un fallimento o di un'inversione di marcia, in questo caso Lao Tzu, con questa immagine potente, vuole evocare qualcosa di ben più profondo e importante.
Se consideriamo che nella visione Taoista tutto è circolare, allora il ritorno non può che costituire il primo passo verso un nuovo inizio, e a tal proposito questo verso esordisce proprio parlando di "raggiungere il culmine del vuoto", come punto massimo della quiete e della fiduciosa passività della Via.
Quindi, in questo caso, tornare rappresenta un viaggio interiore, un percorso per raggiungere il vuoto, l'eterno, il centro, nonché la naturale partenza e la fine stessa di ogni cosa. Solo chi sarà in grado di vedere e capire questo ciclo, allora non avrà più dubbi, né paure, perché la sua visione sarà sempre guidata dalla consapevolezza e dall'illuminazione di aver compreso che tutto scorre e tutto si ripete, rendendol* parte eterna di questa ruota infinita.
Ancora una volta il Tao Te Ching si concentra sull'idea di presente e di quanto sia importante contribuire al momento che stiamo vivendo senza affannarci inutilmente per cambiare un futuro del quale non sappiamo nulla, o ancor più spesso un passato che ormai è già stato elaborato e macinato dal ciclo eterno.
Questo verso non poteva capitare in momento più adatto, perché proprio in questi giorni sto soffrendo amaramente per via di un'affannosa crociata alla ricerca di risultati immediati e di previsioni inconsistenti riguardo cose delle quali non ho alcun controllo.
Talvolta mi pare di essere un criceto sulla ruota che pensando di avanzare, si trova invece sempre nello stesso punto, sprecando energie e tempo dietro a battaglie e desideri in fondo di relativa importanza.
Mi manca quella fiducia viscerale e profonda verso la vita, il destino e quel percorso che si sta rivelando passo dopo passo nonostante i miei sforzi vani per accelerarne la manifestazione. Anche la nostra saggezza popolare suggerisce che "tutto arriva a suo tempo", eppure questo tempo pare sempre sfuggirmi di mano, lo vedo correre troppo velocemente e per quanto mi impegni non riesco mai a stare al suo passo.
Proprio per questo, se prendessi in considerazione la visione Taoista, non ci sarebbe alcun bisogno di inseguire qualcosa che in realtà non è lineare, ma che è circolare e quindi costantemente presente in ogni momento e in ogni luogo, svelando piccole parti di esistenza ad ogni giro di ruota, a cavallo di quell'incomprensibile, ma quanto mai necessario presente.
Non so se riuscirò mai davvero ad abbracciare totalmente questa filosofia, non so se sarò in grado di lasciare andare questo bisogno disperato di controllo e affidarmi con più serenità e comprensione alla Via, ma sento che da qualche parte il mio IO autentico è alla ricerca di questa pace e di questo senso di avvolgente abbandono.
N.b. nessun libro è stato maltrattato per questo video
😂




🇬🇧
"To return to the roots is to find peace.
To find peace is to fulfill one's destiny.
To fulfill one's destiny is to be constant.
To know the constant is called insight."
From the book Living the Wisdom of the Tao by Wayne Dyer
Again, I'd like to take you with me on my journey to rediscover the Tao Te Ching and its timeless teachings.
Although the concept of return may sound like something negative, almost always linked to the idea of a step backward, of a failure, or of a reversal of direction, in this case, Lao Tzu, with this powerful image, wants to evoke something well deeper and more important.
If we consider that in the Taoist vision everything is circular, then the return can only be the first step towards a new beginning, and in this regard, this verse begins by talking about "reaching the apex of emptiness", as the maximum point of stillness and trust and of passivity of the Way.
So, in this case, returning represents an inner journey, a path to reach the emptiness, the eternal, the center, as well as the natural departure and the very end of everything.
Only those who will be able to see and understand this cycle will then no longer have doubts or fears, because their vision will always be guided by the awareness and enlightenment of having understood that everything flows and everything repeats itself, becoming an eternal part of this endless wheel.
Once again the Tao Te Ching focuses on the idea of the present and how important it is to contribute to the moment we are living without unnecessarily struggling to change a future we know nothing about, or even more often a past that has already been worked out and digested from the eternal cycle.
This verse could not have come at a more suitable time, for right now I am suffering bitterly from a frantic crusade in search of immediate results and inconsistent predictions about things I have no control over.
Sometimes it seems to me that I am a hamster on the wheel that, thinking of moving forward, is always in the same place, wasting energy and time behind battles and desires of relative importance.
I miss that deep and visceral confidence in life, destiny, and that path that is revealing itself step by step despite my vain efforts to accelerate its manifestation.
Even our popular wisdom suggests that "everything comes in its time", yet this time always seems to get out of hand, I see it run too fast and no matter how hard I try I can never keep up with it.
Precisely for this reason, if I took into consideration the Taoist vision, there would be no need to pursue something that is not actually linear, but that is circular and therefore constantly present in every moment and in every place, revealing small parts of existence at every turn of the wheel, astride that incomprehensible, but very necessary present.
I do not know if I will ever truly be able to fully embrace this philosophy, I do not know if I will be able to let go of this desperate need for control and entrust myself with more serenity and understanding to the Way, but I feel that somewhere my authentic self is looking for this peace and this sense of enveloping abandonment.

domenica 2 maggio 2021

La magia delle piccole cose - The Magic in little things


La magia per me ha sempre rappresentato una sfida stimolante: da una parte c'era il desiderio di credere in qualcosa di superiore ed incantato, dall'altra la voglia di poter spiegare anche i fatti più incomprensibili con la logica ed il metodo scientifico.

Nel mio libro ci sono molti passaggi che ricalcano questo mio confronto interiore ed ho cercato di lasciare un buon margine di libertà al lettore per poter fare altrettanto.
Crescendo però ho incontrato altri tipi di magia, definizioni che poco avevano a che fare con formule magiche o scope volanti, ma vere e proprie zone d'ombra che si mescolavano ed intrecciavano tra incanto, fede, meraviglia e osservazione della realtà. 
E se la magia fosse un'emozione, più che una capacità?
Non è forse un sortilegio quella lampadina che si accende nella testa e che crea delle storie meravigliose attingendo da cose viste e sentite chissà quando o addirittura inventando dal nulla nuovi mondi, paesaggi e linguaggi?

Non è forse un incantesimo quella sensazione di pienezza alla pancia quando tutto sembra accadere nel momento giusto e al posto giusto, facendoci sentire in completa sincronia con l'universo?
Non è forse una stregoneria sorprendente la capacità che ha uno scrittore di descrivere una situazione creando un filo invisibile con l'abilità del lettore di saper immaginare a modo suo quella stessa identica scena, creando una moltitudine di film mentali tutti interconnessi tra loro?
Certo tutto questo si può spiegare con la fisica quantistica, con la capacità umana di riprodurre dati ed immagini sulla base della formazione e dell'influenza esterna o ancora con tutte le cose che dobbiamo ancora scoprire riguardo al funzionamento del nostro cervello. 
Eppure, sento che non sarebbe giusto togliere la magia da questo mondo.
L'incanto è la spinta che ci porta a creare cose nuove, a darci forza nei momenti più difficili, a giocare con ciò che ci circonda e a tentare, spesso invano, di interpretare i sentimenti altrui.

Per me la magia sarà sempre presente in un sorriso spontaneo, in un fiore che sboccia, in una candela che brucia, in una tazza di tè caldo tra le mani, in un pensiero che riempie il cuore e lo fa sussultare di speranza. 

martedì 2 febbraio 2021

Perché il Giappone? - Why Japan? ITA and ENG



"Perché proprio il Giappone?"

"Perché..."

Aspetta! Come potrei rispondere in modo semplice e compendioso ad una domanda fondamentale come questa?

 

In molti spesso mi chiedono perché io sia tanto appassionata di Oriente e in particolare di Giappone e così, oggi, tento umilmente di dare una spiegazione, ma vi anticipo già che per me è come spiegare perché ci si innamora di una persona in particolare e non di un'altra.

 

Questa storia d'amore parte senza grandi colpi di scena o visioni romantiche, infatti io sono nata in una piccola città del Nord Italia dove era estremamente raro potersi avvicinare realmente a persone e cose provenienti dal lontano Est, e vi confesso che tutto è partito prima dai cartoni animati e film e successivamente dai libri. 

Per me quegli anime erano una fonte inesauribile di informazioni su un mondo misterioso ed affascinante, idee per le mie storie, ispirazioni per il disegno in movimento e tanto altro.

Gli occhi giganti dei personaggi che esprimevano ogni emozione esistente, le case, le scuole, le nuvolette nere sopra la testa e soprattutto i rituali giornalieri, mi parevano frutto di una magia straordinaria, parte di un mondo lontano che sentivo di poter toccare e sentire, che mi era congeniale e che mi affascinava fino a trasportarmi in luoghi più o meno reali in compagnia dei suoi protagonisti.

Crescendo ho aggiunto a questa osservazione "passiva" del Giappone un tentativo più fisico di avvicinarmi ad esso, e così ho iniziato a praticare le arti marziali.

Ma la vera svolta è avvenuta quando ho conosciuto Yuki, una ragazza straordinaria che si trovava nella mia scuola superiore per uno scambio culturale. 

Non posso nemmeno descrivervi la mia gioia nel poterle parlare, nel farle ogni tipo di domanda o anche solo nell'osservare i suoi modi precisi ed eleganti. Yuki mi ha insegnato le mie prime parole di giapponese e mi ha aperto un mondo, mostrandomi che non era poi un'idea impossibile quello di sperare di potermi avvicinare realmente a tutto quello che per me era stato solo un sogno. 

 

La vita ovviamente ci riserva sempre molte sorprese ed i piani che progettiamo accuratamente, non sempre riescono a realizzarsi; sarebbe davvero troppo chiedere ad un post di Instagram di riassumere tutto, ma se risulterà interessante andrò nel dettaglio in altri post successivi.

Comunque, per farla breve, non sono riuscita a fare i passi del cammino che avevo tanto sognato, ma ho avuto la fortuna di studiare un anno Lingue Orientali e poi di laurearmi in Economia con una tesi sul miracolo economico giapponese, mantenendo sempre vivo il desiderio di scoprire e di conoscere quanto più possibile su questo argomento.

 

Questo libro mi ha permesso di riprendere le fila di un discorso interrotto, ma mai dimenticato, di ritrovare il sentiero ancora segnato dalle mie impronte sicure e decise e di ricostruire un po' alla volta i pezzi di una visione che si era infranta. 

E così è nato qualcosa di nuovo, di diverso, proprio come si fa con la tecnica del kintsugi, dove si rimettono insieme i pezzi riempiendo le spaccature con la lacca d'oro e rendendo ogni creazione unica e preziosa. 


ENG


"Why Japan?"

"Why...?"

Wait up! How could I answer in a simple and concise way a fundamental question like this?


Many people often ask me why I am so passionate about the East and Japan in particular and so, today, I humbly try to give an explanation, but I already anticipate that for me it is like explaining why we fall in love with a particular person and not with another.


This love story starts without big twists or romantic visions, in fact, I was born in a small town in Northern Italy where it was extremely rare to be able to really get close to people and things from the far East, and I confess that everything started from cartoons and movies and later from books.

For me, those anime were an inexhaustible source of information on a mysterious and fascinating world, ideas for my stories, inspirations for drawing in motion, and much more.

The giant eyes of the characters that expressed every existing emotion, the houses, the schools, the black clouds above the head, and above all the daily rituals, seemed to be the result of an extraordinary magic, part of a distant world that I felt I could touch and feel, that was congenial to me and that fascinated me to the point of transporting me to more or less real places in the company of its protagonists.

Growing up I added to this "passive" observation of Japan a more physical attempt to get closer to it, and so I started practicing martial arts.

But the real turning point came when I met Yuki, an amazing girl who was in my high school for cultural exchange.

I cannot even describe to you my joy in being able to talk to her, in asking her all kinds of questions, or even in observing her precise and elegant ways. Yuki taught me my first words of Japanese and opened a world to me, showing me that it was not an impossible idea to hope to be able to really get close to everything that for me had been only a dream.


Life obviously always reserves many surprises for us and the plans we carefully project do not always manage to come true; it would be too much to ask an Instagram post to summarize everything, but if it is interesting I will go into detail in other subsequent posts.

However, in short, I was unable to take the steps I had dreamed of so much, but I was lucky enough to study Oriental Languages for one year and then to graduate in Economics with a thesis on the Japanese economic miracle, always keeping the desire alive to discover and know as much as possible about this topic.


This book has allowed me to resume the threads of an interrupted but never forgotten discourse, to rediscover the path still marked by my sure and decisive footprints, and to reconstruct, little by little, the pieces of a vision that had shattered.

And so something new, different was born, just like the kintsugi technique, where the pieces are put back together by filling the cracks with gold lacquer and making each creation unique and precious.

Tao Te Ching verso 16 - verse 16 - ITA and ENG

  "Ritornare alle radici significa trovare la pace. Trovare la pace significa onorare il proprio destino. Onorare il proprio destino è ...